I più diffusi disturbi d'ansia

I principali disturbi d'ansia sono: attacchi di panico, ipocondria, fobia sociale, disturbo ossessivo compulsivo.

Il termine ansia si riferisce ad un insieme di risposte apprese molto spiacevoli, che si possono manifestare sotto forma di pensieri di pericolo e catastrofe imminenti, con l'aumento della frequenza cardiaca e della sudorazione, tremori, labbra secche, respirazione affannosa, evitamento o fuga.

Si possono distinguere due tipologie di ansia: l'ansia di stato e l'ansia di tratto.

Ansia di tratto: si caratterizza come un elemento relativamente stabile della personalità. Chi possiede un tratto di ansia manifesta un atteggiamento comportamentale il quale rispecchia la modalità con cui egli tende a percepire come pericolosi o minacciosi determinati stimoli e situazioni ambientali. In pratica lo stile cognitivo di tipo ansioso della persona si estende anche agli altri ambiti della sua esperienza di vita, diventando a tutti gli effetti una caratteristica di personalità. Coloro che mostrano un tratto di ansia più sviluppato manifestano una reattività maggiore ad un grande numero di stimoli; insomma reagiscono con preoccupazione anche in quelle situazioni che non rappresentano una fonte di minaccia per la maggior parte degli individui. Queste persone hanno una probabilità maggiore di presentare ansia di stato in circostanze a basso potenziale ansiogeno, come per esempio le normali attività quotidiane, o di sperimentare livelli più elevati di ansia di stato in presenza di stimoli ansiogeni.

Ansia di stato: si manifesta come una interruzione del continuum emozionale, cioè provoca una rottura nell'equilibrio emotivo della persona; si esprime per mezzo di una sensazione soggettiva di tensione, preoccupazione, inquietudine, nervosismo, reattività. Risulta associata ad una attivazione del sistema nervoso autonomo, il quale provoca una serie di attivazioni fisiologiche. Elevati livelli di ansia di stato risultano particolarmente spiacevoli, disturbanti e addirittura dolorosi, al punto di indurre la persona a mettere in atto dei meccanismi comportamentali di evitamento finalizzati a porre fine a queste sensazioni. Tuttavia lo psicologo individua queste azioni come comportamenti che non permettono di raggiungere alcun obiettivo, lasciando spazio ad altri comportamenti, di tipo disfunzionale, che portano all'effetto opposto, ovvero all'aumento ulteriore dell'ansia, avviando una circolo vizioso di tipo patologico

Psicoterapia cognitivo comportamentale e cura dei disturbi d'ansia

Il principio di base di tale approccio ritiene che le reazioni ansiose siano mantenute da valutazioni di pericolo e da distorsioni cognitive. In ciascun tipo di disturbo d'ansia verranno utilizzate ed applicate dallo psicologo-psicoterapeuta tecniche specifiche per ogni singolo caso con particolare riferimento alla struttura motivazionale del paziente.