Amore o Dipendenza Affettiva Patologica?

La dipendenza in sé costituisce una delle manifestazioni più evidenti della normale esperienza umana. La presenza di qualsiasi bisogno implica la dipendenza da qualcosa. La capacità di rilevare i bisogni ed il loro soddisfacimento permette di mettere in atto i comportamenti necessari per garantire la sopravvivenza e l'autorealizzazione. In questo caso la dipendenza costituisce un normale processo che impronta il percorso nell'arco della vita umana.

Stabilire la differenza tra amore e dipendenza affettiva patologica è molto importante. Solo una cosa, infatti, distingue l'amore dalla dipendenza: la sofferenza. La sofferenza emerge, non appena si comincia ad accettare tutto, rinunciando ad ogni interesse personale per il "bene" della persona amata. La dipendenza diventa patologica quando la relazione copre tutto lo spazio disponibile e, quando, nonostante il dolore e la sofferenza vissuta, si torna dopo ogni esperienza negativa di nuovo con la persona che ci fa soffrire. Ci si aggrappa alla persona che ha il potere di calmare la nostra ansia e il dolore interiore, con l'illusione di ritrovare un senso di benessere psicologico perduto. Si stabilisce un circolo vizioso; l'illusione del benessere costringe continuamente a ritornare a quella che è la fonte della nostra sofferenza.

In psicologia clinica, la dipendenza affettiva (love addiction) si riferisce ad una relazione tra due o più persone, che negli sviluppi del rapporto può provocare azioni e comportamenti che possono risultare dannosi per la loro salute psicologica e mentale acquisendo, in questo caso, caratteristiche psicopatologiche. I protagonisti persistono nel rapporto, nonostante i problemi evidenti, perché assumono che tale legame potrà essere una fonte di gratificazione per loro in futuro. Il fatto che queste persone siano soggette all'influenza di un'illusione è un elemento chiave sempre presente.

Dipendenza Affettiva: Sintomi, Cause e Come Uscirne

Anche se sintomi, cause e comportamenti tipici della dipendenza affettiva patologica si sovrappongono ai disturbi della personalità, ed in particolare al disturbo dipendente di personalità esistono notevoli differenze: si tratta di un concetto più semplice di quello del disturbo di personalità; gli aspetti di interazione svolgono un ruolo centrale; si fa riferimento ad una distanza nelle relazioni e scambi emozionali tra le persone coinvolte che assume caratteristiche disfunzionali. La dipendenza affettiva descrive una situazione clinica con legami sbilanciati, relativi a un eccesso o ad una assenza di dipendenza, che impediscono un adeguato sviluppo dell'autonomia e della crescita personale. In questo contesto la funzione più importante che influenza l’interazione con gli altri è la ricerca di sicurezza personale e la realizzazione di una protezione emotiva. A seconda dei ruoli giocati nel rapporto si instaurano specifiche relazioni di potere tra le persone coinvolte, e alcuni sperimentano una sensazione di dominio personale mentre altri subiscono, spesso inconsapevolmente, gli effetti dello sbilanciamento di potere all'interno della relazione.

Ogni scambio affettivo è esposto ad una possibile separazione o ad una perdita. La sicurezza acquisita di ottenere o dare affetto senza rinnovare o alimentare tali comportamenti è inevitabilmente esposta alla sua eventuale estinzione. La paura delle possibili conseguenze della fine del rapporto è presente sia nella persona che sperimenta la tendenza ad abbandonare che in chi deve affrontare il fatto di essere stato abbandonato. Per quanto riguarda la dipendenza affettiva, le condizioni complementari dei membri che ne favoriscono lo sviluppo contribuiscono a renderlo eterno. Una spiegazione psicologica di questo fenomeno richiede un interpretazione multifattoriale delle cause:

a) una predisposizione di base (vulnerabilità psicopatologica);

b) un apprendimento in specifiche situazioni;

c) condizioni di contesto. L'accumulo di situazioni critiche che espongono a perdite affettive irreparabili per tutta la vita è il secondo fattore condizionante nello sviluppo della dipendenza affettiva patologica.

L'obiettivo principale della terapia è quello di favorire i cambiamenti cognitivi, comportamentali ed emotivi che consentano ai pazienti di effettuare il necessario processo di de-idealizzazione del partner. La psicoterapia è la forma più adeguata di trattamento per le persone con dipendenza affettiva.

Terapia Cognitivo Comportamentale della Dipendenza Affettiva

Le persone, generalmente, orientano le loro preferenze verso situazioni positive. Eppure, spesso scelgono di essere coinvolte in quelle negative, piuttosto che essere esposte a indifferenza, sia per quanto riguarda i propri sentimenti, sia rispetto a quello che percepiscono in altri. Questo è il primo fattore di condizionamento nella dipendenza affettiva. Lo psicologo psicoterapeuta interviene sui significati attribuiti alla distanza emotiva e favorisce l’aumento e la qualità delle attività interpersonali nella prospettiva che ciò influenzi l’avvio di nuove relazioni.

La terapia cognitivo-comportamentale si concentra su sintomi e cause quali i modelli di pensiero che sono disadattivi, le credenze che sono alla base di tale pensiero e  tratti che sono caratteristici del problema, come ad esempio l'incapacità di prendere decisioni di vita importanti o l'impossibilità di avviare percorsi che portino a chiudere rapporti che non si vogliono continuare. Le tecniche cognitive e comportamentali; utilizzate dallo psicologo psicoterapeuta permettono un accesso all’organizzazione cognitiva della persona (pensieri automatici negativi, credenze erronee e convinzioni distorte). I miglioramenti si ottengono solo con la psicoterapia a lungo termine basata su un trattamento che porti alla modificazione di schemi rigidi di pensiero associati a specifiche emozioni e comportamenti. A tale scopo lo psicologo può utilizzare a supporto la Terapia Problem Solving che consente un percorso passo-passo nell'individuazione della psicologia delle motivazioni correlate a comportamenti e modalità di pensiero disfunzionali.