Ossessioni e comportamento compulsivo

Disturbo caratterizzato dalla presenza di ossessioni e/o comportamenti compulsivi di durata considerevole (più di un'ora al giorno), che generano forte disagio e sofferenza alla persona.

Le ossessioni sono: pensieri intrusivi, immagini o rappresentazioni mentali egodistonici (ossia il soggetto riconosce che si tratta di pensieri illogici inopportuni) , che si presentano insistentemente alla coscienza dell’individuo. Così ad es. una persona religiosa può avere pensieri blasfemi o un madre deve combattere contro l’idea ricorrente di picchiare il figlio appena nato. Tipiche ossessioni, riferite allo psicologo, si riferiscono alla paura del contagio, o di aver toccato cose contaminanti come il denaro, a dubbi ( “avrò chiuso la porta?”- “avrò tamponato qualcuno senza accorgermene?), impulsi aggressivi ad es. bestemmiare in chiesa o assalire qualcuno, fantasie.

Le compulsioni sono azioni ripetitive e ritualizzate come: lavarsi ripetutamente le mani, controllare continuamente di avere eseguito una determinata azione, sistemare ed allineare continuamente gli oggetti, oppure azioni mentali come pregare, contare o ripetere continuamente alcune parole. Lo scopo delle compulsioni è di prevenire o alleviare l’ansia e il disagio connessi a determinate situazioni. Le compulsioni sono dirette alla neutralizzazione e all’evitamento di situazioni potenzialmente pericolose. In qualche caso le ossessioni possono assumere il carattere di veri e propri deliri, ad es. quando un individuo è convinto di poter causare la morte di una persona, soltanto per il fatto di avere pensieri negativi che la riguardano.

Se è presente anche un altro disturbo dell’asse I, del manuale diagnostico DSM IV TR, l’ossessione e la compulsione non sono ristrette ad esso. Ad es. nella depressione il riflettere o il continuo rimuginare sulla propria inadeguatezza è un aspetto emotivo congruo al quadro depressivo e non può essere considerato un’ossessione, in quanto non è un fenomeno ego distonico. Se i pensieri ricorrenti riguardano esclusivamente la paura di contrarre una malattia grave, allora deve essere considerata una possibile diagnosi di ipocondria. La presenza di rituali depone a favore di un disturbo ossessivo compulsivo.

Psicoterapia cognitivo comportamentale e cura del disturbo ossessivo compulsivo

Pur riconoscendo che questi pensieri e i comportamenti ad essi associati, illogici o esagerati, questi creano un fastidioso disagio, pertanto è importante che per intervenire sul disturbo ossessivo compulsivo, non rimandare, e affrontarlo subito rivolgendosi ad uno psicologo-psicoterapeuta che abbia gli strumenti e i metodi adeguati al suo trattamento. Proprio intervenendo sui pensieri e sui comportamenti ad essi correlati si possono ottenere buoni risultati. Il percorso terapeutico non è in questo caso di breve durata e richiede la partecipazione attiva e consapevole del paziente.