Bassa Autostima

Caratteristiche della Bassa Autostima

La bassa autostima può essere considerata come il grado in cui ci si sente insicuri di sé e poco degni di rispetto. Il riferimento è un continuum che va dall'alto verso il basso. La bassa autostima di una persona può influenzare il benessere e la vita in generale. Le persone con alta autostima si sentono bene con se stesse e fanno molti positivi progressi nel corso della loro vita. Le persone con bassa autostima spesso sono attanagliate da un senso di vergogna e insicurezza. Passano molto tempo, che potrebbe essere speso in altro modo,  a criticare se stessi. La bassa autostima è stata messa in stretta relazione con i sintomi di diverse condizioni di salute mentale, come ansia e depressione. La bassa autostima non è presente, come disturbo, nel manuale diagnostico e statistico dell'APA (DSM-5) . Tuttavia i sintomi e gli effetti sulla vita quotidiana e sul proprio rendimento sul lavoro sono molto concreti. Le persone che desiderano aumentare la propria autostima possono ottenere aiuto da uno psicologo o psicoterapeuta impegnandosi nell'esecuzione di training specifici. L'autostima si basa, in particolare, su credenze su se stessi e sul proprio futuro. Pertanto, è molto probabile che le persone con una bassa autostima si siano formate nel tempo una scarsa opinione di se stesse e soffrono nel confrontarsi con gli altri, perchè si giudicano negativamente. 

immagine autostima

Bassa Autostima: Aspetti Psicologici e Psicopatologici

Quali Problemi con una Bassa Autostima?

Lo sviluppo funzionale dell'autostima è estremamente importante per un buon adattamento personale e sociale. Per quanto riguarda le persone con bassa autostima queste hanno sentimenti di inutilità, un livello basso di stabilità emotiva (Gordon, 1993) e tendono ad essere generalmente insoddisfatte della propria vita. La bassa autostima è stata messa in relazione con  gli stati depressivi, l'ansia, l'aggressività e ad una minore capacità di affrontare i problemi, in particolare nella fase adolescenziale. Inoltre, La bassa autostima è ritenuta un indicatore molto importante del rifiuto sociale, cioè l'incapacità di inserirsi in un gruppo sociale perché respinti dai suoi componenti (Leary et al., 1995). La bassa autostima si riflette nella creazione di schemi mentali disfunzionali e nel comportamento che risulta non adatto a confrontarsi con situazioni problematiche (Stavropoulos, Lazaratou, Marini e Dikeos, 2015). Le persone con alta autostima, invece, reagiscono immediatamente di fronte ai fallimenti rispetto agli individui con bassa autostima che tendono a bloccarsi ed auto-commiserarsi. Inoltre, un elevato livello di autostima è importante per l'autoregolazione e la qualità della vita di ogni individuo, costituendo una chiave importante per raggiungere i propri obiettivi nella vita. L'autoapprovazione è una motivazione umana fondamentale. Un'autostima alta è un fattore imprescindibile per raggiungere e mantenere nel tempo il benessere psicologico ed emotivo. L'autostima fa riferimento a diversi tratti di personalità e può essere vista come un dimensione su di un continuum bipolare. Queste differenze individuali comprendono diversi livelli dal più basso al più alto.

Bassa Autostima e Disturbi Psicologici

La bassa autostima di una persona corrisponde ad una autovalutazione globale negativa. Può essere considerata come un atteggiamento confuso ed incerto rispetto alla conoscenza di sé, costituito da un'eccessiva cautela che porta a non cimentarsi nell'affrontare positivamente i problemi che si incontrano nel corso della propria vita e ad una carenza di competenze e risorse che si riflettono in un continuo conflitto interno. Spesso si rimane in balia degli eventi e delle situazioni stressanti. La bassa autostima è spesso associata a disturbi psicologici. La bassa autostima è un fattore eziologico in molte condizioni psicopatologiche. La più bassa autostima è stata riscontrata in pazienti con disturbo depressivo maggiore, disturbi del comportamento alimentare e nella dipendenza da abuso di sostanze. Esiste una stretta relazione tra bassa autostima e l'insorgenza di disturbi psicopatologici (Murphy et al., 2005). Secondo diversi studi l'autostima ha una correlazione negativa sia con la depressione che con l'ansia di stato che tendono ad aumentare in presenza di un basso livello della stima di sé. Il Un basso livello di autostima è stato anche collegato a problemi comportamentali quali la dipendenza affettiva e le difficoltà scolastiche. In conclusione, Il legame tra bassa autostima e psicopatologia fa riferimento alle seguenti spiegazioni presenti nel modello diatesi-stress: dove c'è una maggiore vulnerabilità individuale, la bassa autostima aumenta la probabilità di sviluppare disturbi psicologici e nel modello correlazionale la bassa autostima è una conseguenza della psicopatologia piuttosto che una causa (Zeigler & Hill, 2011).

Training per Aumentare la Bassa Autostima

Spesso la bassa autostima si riflette in un'eccessiva autocritica e in alcuni casi può portare a sviluppare ansia e depressione. Come aumentarla diventa fondamentale. La terapia cognitivo-comportamentale è il trattamento, che in base ai risultati delle ricerche effettuate, si è dimostrato il più efficace nell'aiutare le persone ad aumentare il proprio livello di autostima. In effetti, la terapia cognitivo-comportamentale è il trattamento che risolve la maggior parte dei problemi psicologici. È progettato per avere un breve durata ed è focalizzato sulla soluzione dei problemi in modo attivo. La terapia cognitivo-comportamentale per il trattamento della bassa autostima include una combinazione dei seguenti interventi di training.

 

TRAINING AUTOSTIMA:

Metodo 1 - Ristrutturazione cognitiva: la ristrutturazione cognitiva è una tecnica che permette di individuare e riconoscere schemi di pensiero inutili e disfunzionali nelle persone con bassa autostima integrandoli con modalità e schemi più efficaci. La ristrutturazione cognitiva consente di identificare i pensieri negativi e distorti sulla fiducia ed il valore che si attiribuisce a se stessi come, ad esempio, attribuirsi le cause di un fallimento in base ad una errata valutazione delle proprie competenze o in base alla presenza di un evento negativo.

Metodo 2 - Attivazione comportamentale: le persone con una bassa autostima evitano attività e situazioni che non si sentono in grado di padroneggiare. Questo le porta a non confrontarsi costruttivamente con nuove opportunità ed esperienze gratificanti e tutto ciò incide sul loro umore che può essere depresso. L'attivazione comportamentale incide positivamente su questo comportamento disfunzionale aiutando le persone a trovare nuovi stimoli per affacciarsi di nuovo alla vita, e quindi ad avere maggiori possibilità di risolvere i propri problemi personali e lavorativi.

Metodo 3 - Training di assertività: le persone con bassa autostima incontrano notevoli difficoltà a far accettare le proprie decisioni, a rispondere no alle richieste di amici o conoscenti ed ad esprimere i sentimenti (Alberti et al., 2001. Lloyd, Sam R. 2001). L' assertività aiuta le persone ad apprendere e ad ottenere, utilizzando specifiche strategie, quello che vogliono dagli altri senza comprometter le loro relazioni.

Metodo 4 - Training di soluzione dei problemi: le persone che hanno una una bassa autostima, tendono a sentirsi impotenti e incapaci in molte situazioni. La formazione al problem solving aiuta le persone ad essere consapevoli che i problemi esistono e le aiuta a riconoscerli, identificando soluzioni e potenziali risorse nel percorso di soluzione realizzando piani di azione efficaci.

Metodo 5 - Training sulle abilità sociali: la bassa autostima è spesso correlata con la mancanza parziale o totale delle abilità sociali. Possedere abilità sociali diversificate aiuta le persone ad aumentare i comportamenti sociali gratificanti e positivi e a ridurre i comportamenti sociali negativi (Kenneth & Gretchen, 1998).

Riferimenti bibliografici

Gordon, L.V., Manual: Gordon Personal Profile-Inventory. The Psychological Corporation, San Antonio TX (1993) pp. 43-76.

Stavropoulos, V., Lazaratou, H., Marini, E. and Dikeos, D. (2015). Low family satisfaction and depression in adolescence: The role of self-esteem. Journal of Educational and Developmental Psychology, 5, 109-118.

Murphy, C. M., Stosny, S. and Morrel, T. M. (2005). Change in self-esteem and physical aggression during treatment for partner violent men. Journal of Family Violence, 20, 201-210.

Leary, M. R., Tambor, E., Terdal, S. and Downs, D. L. (1995). Self-esteem as an interpersonal monitor: The sociometer hypothesis. Journal of Personality and Social Psychology, 68, 518-530.

Zeigler-Hill, V. (2011). The connections between self-esteem and psychopathology. Journal of Contemporary Psychotherapy, 41, 157-164.

Alberti, Robert E. & Emmons, Michael L. Your Perfect Right: Assertiveness and Equality in Your Life and Relationships. 2001.

Kenneth W. Merrell; Gretchen A. (1998). Social Skills of Children and Adolescents: Conceptualization, Assessment, Treatment.  GimpelLawrence Erlbaum Associates, 1998.

Articolo pubblicato il 05/07/2020, modificato il  06/07/2020; Autore:  Prof. Massimo Continisio, Università Europea di Roma - Google Scholar.